Il Comitato Cittadino Dergano ha condiviso con il Municipio il dossier ricavato da due sondaggi realizzati tra i residenti sul tema del verde e su come viene vissuto all’interno del quartiere.
Costituzione Italiana Articolo 41.
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla salute, all’ambiente, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali e ambientali. [5]
Un lavoro basato sull’analisi dei dati raccolti, che ha permesso di ottenere una mappa chiara dei desideri e delle criticità legate al verde pubblico, raccontata “da chi la vive e da chi vuole partecipare attivamente”.
L’iniziativa ha registrato una buona partecipazione, segno di quanto questo tema sia sentito. Siamo inoltre orgogliosi della propositività degli abitanti di Dergano e della loro volontà di contribuire in modo costruttivo al futuro del quartiere.
Il nostro auspicio è che le istanze emerse possano tradursi in azioni concrete, utili e positive per tutta la comunità.
Una visione di quartiere
Il quartiere di Dergano non sta solo chiedendo manutenzione, sta rivendicando il diritto a un’infrastruttura verde. L’analisi dei 129 contributi raccolti dai cittadini rivela un quadro che va oltre la protesta perché la comunità attiva percepisce il verde urbano come un elemento inscindibile dalla salute pubblica, dalla sicurezza, strumento di mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici.
Il dato più sorprendente è la natura di queste interazioni: il 35,5% dei contributi è costituito da proposte attive. Questo significa che un cittadino su tre non si limita a segnalare un problema, ma offre una soluzione o identifica una potenzialità di trasformazione. Dergano non è un quartiere passivo che subisce il degrado, ma un laboratorio di cittadinanza che vede negli spazi aperti il motore della vivibilità moderna e chiede che il verde venga trattato con la stessa dignità riservata alle grandi opere stradali.

Le mancate sostituzioni degli alberi
Uno degli aspetti più sentiti dai cittadini che sono emersi dal dossier è quello che potremmo definire la “geografia dell’assenza”. Il 13% delle segnalazioni riguarda i cosiddetti “posti vuoti”: ceppaie dimenticate o quadrati di terra trasformati in buchi nell’asfalto, 17 alberi non sostituiti che per i residenti sono mancanze nella memoria storica del verde urbano, simbolo di abbandono di aiuole e parchi trascurati.
Questi “buchi”, citati frequentemente per aree come i Giardini Pagani, Via Savarino o Via Guicciardi, rappresentano una perdita di patrimonio che la comunità non è disposta ad accettare. Vedere un albero abbattuto e mai rimpiazzato significa, per il cittadino, assistere al lento smantellamento dell’identità climatica del proprio isolato.

“Degrado chiama Degrado”
L’analisi quantitativa pone lo sfalcio dell’erba (17,6% delle segnalazioni) come una priorità assoluta. Tuttavia, per un analista urbano, il problema non è puramente estetico. Esiste una correlazione diretta tra la manutenzione del verde e l’igiene urbana: le aiuole incolte si trasformano rapidamente in “discariche a cielo aperto”.
I casi di Via Cannero, dove i rifiuti vengono abbandonati sistematicamente sotto le chiome degli alberi, o la situazione critica vicino alla scuola Marie Curie — dove nel 2025 è stata accertata la presenza di una colonia di ratti — dimostrano che la cura del verde è una questione di salute pubblica. Un punto cruciale sollevato dai cittadini riguarda il coordinamento: non basta tagliare l’erba; è necessario un intervento straordinario di rimozione di vetri e plastiche prima dello sfalcio. Senza questo passaggio, i macchinari triturano i rifiuti, spargendo frammenti di vetro irreversibilmente nel suolo e rendendo i parchi pericolosi per bambini e animali.

Il Verde come “Scudo Termico” e moderatore del traffico
Per i cittadini di Dergano, l’albero è un alleato funzionale. Le richieste di nuove piantumazioni (31,3% del totale) sono quasi sempre legate al bisogno di “sollievo dal caldo” presso le fermate dei bus e lungo i marciapiedi. Il verde è visto come uno scudo termico necessario per mitigare le isole di calore in un quartiere dove, come segnalato dai residenti, “c’è sempre più cemento con tanti nuovi palazzi”.

Le proposte per Via Davanzati o l’installazione di stripline alberate in Via Sommacampagna mirano a usare le piante per moderare fisicamente la velocità delle auto e impedire la sosta selvaggia. Emerge inoltre una critica tecnica alla recente urbanistica tattica: in Via Imbonati, la trasformazione in strada scolastica viene percepita come una mera “colata di asfalto colorato”. La richiesta della comunità è una de-impermeabilizzazione reale: meno vernice sulla superficie e più terra viva capace di ospitare radici e drenare l’acqua piovana.

Emergenza parassiti e Sicurezza
Il verde influisce direttamente sulla percezione della sicurezza. Da un lato c’è l’emergenza sanitaria legata ai parassiti: la presenza massiccia della Popillia Japonica e delle larve nell’Area Ex Armenia Film (il “parco delle tartarughe”) e in Via dei Carafa rende i parchi luoghi percepiti come insalubri e infetti.
Dall’altro lato, la sicurezza è legata all’uso improprio degli spazi. Al Parco ex Armenia Film preoccupano le grigliate abusive a ridosso della ferrovia (zona Scialoia), che mettono a rischio l’infrastruttura. In aree come il Parco Candiani o Via Ciaia, la cittadinanza chiede recinzioni adeguate e illuminazione potenziata come deterrente contro vandalismi e bivacchi notturni. La richiesta di estendere l’orario di apertura dei parchi recintati fino alle 21:00 risponde alla necessità dei lavoratori di vivere spazi sicuri e curati anche al termine della giornata.
Orti Urbani: il verde che unisce
Nonostante le criticità, Dergano esprime una forte spinta verso la coesione sociale. La proposta di trasformare aree abbandonate in orti di quartiere, come suggerito per Via Pellegrino Rossi, rappresenta la sintesi perfetta tra ecologia e comunità.
Il verde diventa così uno strumento per insegnare la pazienza e l’integrazione:
“Vorrei che quella dell’orto fosse un’attività di solidarietà di quartiere in cui la gente si aiuta a vicenda e crea qualcosa insieme… imparare come la cura delle piccole cose e l’importanza del tempo possano portare a dei bellissimi risultati… simbolo di integrazione sociale data l’impronta multiculturale del quartiere.”

Dal monitoraggio alla chiamata all’azione
La sfida per il Municipio 9, con l’avvicinarsi della scadenza della stagione silvana 2026, è passare dal monitoraggio all’azione. Non basta piantare nuovi alberi se poi vengono abbandonati senza irrigazione (fenomeno della “morìa dei nuovi alberelli” già segnalato in Piazza Dergano e Via Imbonati).
Il piano operativo deve prevedere tre pilastri: un censimento rigoroso dei “buchi” per una riforestazione di ripristino, un piano fitosanitario mirato contro la Popillia e, soprattutto, un audit della manutenzione delle aree giochi (come nei Giardini di via Guicciardi-Besozzi-Caianello e via Livigno) per sostituire le strutture rimosse e mai rimpiazzate. Siamo pronti a smettere di asfaltare i vuoti della nostra città e iniziare finalmente a piantare il nostro futuro?


Il Comitato Cittadini Dergano è a disposizione per approfondimenti e confida nella possibilità di incontrare i rappresentanti del Municipio 9 per discutere insieme possibili interventi e strategie condivise per la valorizzazione del verde nel quartiere.
Insieme per un quartiere più verde, vivibile e partecipato.
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