Il progressivo smantellamento della Sanità Pubblica portato avanti da chi ha governato la regione negli ultimi 30 anni, a vantaggio delle strutture private e dei loro profitti, ha causato molti disagi alle persone, ma ciò che compromette maggiormente la qualità dell’assistenza e l’accesso alle cure è senza dubbio l’ inaccettabile allungamento dei tempi di attesa per ottenere una prestazione sanitaria. Tutti abbiamo esperienza di appuntamenti per una visita o un esame strumentale dati anche oltre 2 anni dal momento della prenotazione.
Per combattere questo stato di cose, sono sorti, da circa 3 anni, prima in Lombardia , e poi anche in altre regioni, i cosiddetti sportelli per il diritto alla salute, gestiti da volontari, a titolo del tutto gratuito, con lo scopo di affiancare il cittadino nel denunciare le inadempienze del Sistema Sanitario e nel fare ricorso contro tempi di attesa biblici, e per dare supporto alle persone alle quali viene negato il diritto a curarsi nei modi e nei tempi previsti dalle normative vigenti, secondo le priorità di tempo indicate dal medico sulle ricette. Al momento questi sportelli, gestiti da volontari, sono 70 in Lombardia,di cui 11 a Milano, riuniti in un Coordinamento (www.sportellisalute.lo.it).
Lo sportello agisce inviando una lettera di reclamo, a nome anche del cittadino, tramite PEC, alla ASST che ha dato l’appuntamento oltre i termini legali, denunciando gli articoli di legge violati, e chiedendo un nuovo appuntamento nei tempi corretti.
Negli ultimi 2 anni, secondo i dati raccolti dal Coordinamento Regionale, gli Sportelli Salute della Lombardia hanno presentato ricorsi per oltre 5000 cittadini. L’esito è stato positivo in oltre l’85% dei casi (ottenendo la prestazione richiesta nei tempi e nei modi previsti dalla legge.
Questi numeri sono un chiaro segnale di come il Sistema Sanitario Regionale in troppi casi non sia in grado di garantire le prestazioni sanitarie nei tempi e nei modi previsti dalla legge. Il coordinamento Lombardo evidenzia come il ricorso agli sportelli non dovrebbe rappresentare un passaggio obbligato, ma un’eccezione.
Bisogna sottolineare come questi dati rappresentino solo una parte del fenomeno: le oltre 5000 persone che si sono rivolte agli sportelli sono soltanto la punta dell’iceberg: molti cittadini cercano supporto presso altri soggetti, mentre una quota significativa rinuncia a far valere i propri diritti rinunciando alle cure (stimati in 6 milioni in Italia), o sceglie di pagare di tasca propria.
Sportello Difesa della Salute municipio 9
Comitato per la Sanità Pubblica municipio 9
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